In caso di un primo episodio di lussazione normalmente, se non ci sono fratture del trochite scomposte, ampie fratture di glena o rotture di cuffia, si preferisce un approccio conservativo con tutore in posizione di rotazione neutra per favorire cicatrizzazione cercine-legamenti ed evitare eccessiva rigidità, seguito da un periodi di riabilitazione atto a recuperare l’articolarità passiva, rinforzare cuffia, deltoide e muscoli periscapolari e incrementare il controllo propriocettivo cioè la capacità di controllare e stabilizzare autonomamente la spalla nei movimenti rapidi e al limite dell’ articolarità - una specie di controllo trazione -. Solo in alcuni atleti professionisti o lavoratori in cui un secondo episodio di lussazione può compromettere la vita (subacqueo, vigile del fuoco ecc.) si può decidere un intervento di stabilizzazione precoce. Ovviamente se il trattamento conservativo fallisce e il paziente si trova nella condizione di spalla dolorosa con apprensione e limitazione in attività sportiva –lavorativa o ha ulteriore episodio di sub-lussazione o lussazione, si consiglierà intervento di stabilizzazione.

Stesso discorso con ancora maggiore enfasi sulla riabilitazione, vale per le instabilità dolorose in pazienti iperlassi e nelle forme dolorose degli atleti di lancio.  

Nella maggior parta dei casi, l’intervento si può eseguire in ARTROSCOPIA cioè con l’introduzione in articolazione di un’ottica collegata ad una telecamera ed a un monitor che consentono di eseguire l’intervento attraverso altre due piccole incisioni cutanee.

Per reinserire il cercine e i legamenti sono utilizzate piccole ancore di 2 mm con doppio filo tutte in tessuto (bankart artroscopica), per restringere la capsula vengono eseguite delle plicature del tessuto. In presenza di una lesione ossea omerale definita hill-sachs, questa può essere “chiusa” con la tecnica del remplissage-riempimento, cioè la tenodesi del sottospinoso e della capsula posteriore all’interno della frattura. Questa duplice tecnica artroscopica, introdotta dal 2012 dagli specialisti di SPALLAONLINE.IT ha ridotto drasticamente la frequenza delle recidive (ri-lussazione) post intervento artroscopico.

In caso di importante lesione ossea glenoidea sarà indicato l’intervento a cielo aperto con l’utilizzo di un innesto osseo (coracoide) intervento di Latarjet a colmare il deficit.

 

Al risveglio dopo l’intervento chirurgico il paziente avrà una medicazione con garze sopra gli accessi artroscopici o sopra la ferita chirurgica. Al risveglio l’arto operato sarà inoltre contenuto in un tutore a 10-15 gradi di abduzione in rotazione neutra. Il tempo medio di degenza in ospedale dopo questo intervento è di circa 1-2 giorni, salvo complicazioni.

Verrà mantenuto un tutore ortopedico da mantenere per il periodo prescritto dallo specialista (da 25 a 35 giorni a seconda della patologia) sarà consigliata una terapia medica anti tromboembolica e antidolorifica, un protocollo riabilitativo   e saranno  comunicate la date dei controlli successivi  a 10-15 giorni per rimozione punti e  a 45-60 giorni e 90-120 giorni per controllo clinico-ecografico.

Il paziente potrà vestirsi e svestirsi, scrivere al computer, sfogliare il giornale, allacciarsi i vestiti, cauti movimenti in rotazione e in abduzione attivi. VEDI VIDEO SU SPALLAONLINE.IT

Se eseguito intervento artroscopico, potrà fare la doccia con cerotti impermeabili dopo 3 gg e dopo 7 giorni può iniziare impacchi acqua e amuchina diluita sui punti di sutura, se open avrà medicazione impermeabile, non da cambiare ma non comunque adatta a fare la doccia

  • Non fumare nella settimana precedente e per le 4 -5 settimane successive all’intervento (il fumo inibisce la cicatrizzazione!)

Dopo 15-20 giorni da intervento. verrà iniziato un programma di riabilitazione fisioterapica che generalmente prevede un’iniziale mobilizzazione passiva attraverso il noleggio di un mobilizzatore passivo a domicilio (kinetec) per 15 giorni con frequenza di 3 volte al giorno per 15 -20 minuti ciascuna, sotto la soglia del dolore. VEDI VIDEO SU SPALLAONLINE.IT

Dopo 4-5 settimane si inizia la kinesitp assistita da terapista in un centro riabilitativo di fiducia, per completare il recupero della articolarità passiva poi inizierà una successiva graduale mobilizzazione attiva assistita dell’articolazione.

Il processo riabilitativo dura circa 3 mesi, è monitorato da controllo clinici ed ecografici a

45-60 giorni e 90-120 giorni da parte degli specialisti di SPALLAONLINE.

In genere si riprende la guida dell’auto dopo 45 giorni, un lavoro impiegatizio dopo 2 mesi, un lavoro manuale leggero non oltre 5 kg di mobilizzazione dopo 3 mesi e lavori più pesanti con mobilizzazioni oltre 7-8 kg dopo 4 mesi.

Per lo sport si può riprendere nuoto e palestra leggera senza pesi a 3 mesi, iniziare il recupero sport specifico a 4 mesi e le competizioni a 5-6 mesi.

È necessario ricordare che il recupero funzionale e della forza dell’arto richiede di solito più tempo e che questo varia in relazione al tipo di lesione e al tipo di riparazione.

Cosa si deve sapere

  • Complicanze Infettive: nello 0,04 % in artroscopia e 3,6% dei casi a cielo aperto. Nonostante la profilassi antibiotica e le precauzioni di sterilità normalmente attuate, può verificarsi una complicanza infettiva che dovrà essere trattata con le specifiche terapie del caso (ulteriore terapia antibiotica, eventuale intervento di pulizia chirurgica)
  • Complicanze Tromboemboliche: in letteratura sono descritti casi eccezionali (<1%), in presenza di fattori predisponenti. Comunque SPALLAONLINE esegue in tutti i pazienti la profilassi tromboembolica con eparina a basso peso molecolare
  • Complicanze tecniche: l’intervento chirurgico viene effettuato per sua natura in vicinanza di strutture muscolari, vasi sanguigni e nervi e prevede impianto di device tipo ancore o viti. Le strutture vascolo-nervose possono essere interessati da lesioni di vario grado, con una frequenza che varia dal 0,5-1% in artroscopia al 4% in caso d’intervento a cielo aperto. L’altra possibile complicanza tecnica può essere rappresentata dalla mobilizzazione dopo l’intervento delle viti impiantate con conseguenti danni cartilaginei. Questa complicanza SPALLAONLINE la annulla con l’utilizzo di ancore tutte in tessuto di 2mm negli interventi artroscopici. Nell’intervento a cielo aperto-Latarjet sono utilizzate viti cannulate in titanio ma non si può escludere mobilizzazione o rottura a distanza
  • Dolore post-operatorio: l’utilizzo di farmaci antidolorifici e ghiaccio serve a ridurre, ma non annulla del tutto il dolore che tuttavia regredisce generalmente dopo 3-4 giorni
  • Rigidità post-operatoria: è fisiologica nei primi 45 giorni t. se eseguito duplice intervento di reinserzione anteriore del complesso cercine e legamenti- intervento di Bankart - e il “riempimento” posteriore della incisura di Hill Sachs. A 3 mesi il 90% della articolarità è ripresa, ma negli iperlassi costituzionali sarà sempre inferiore nella spalla operata rispetto la controlaterale
  • Recidiva di lussazioni: la percentuale di recidiva nel trattamento artroscopico che SPALLAONLINE esegue sempre con duplice intervento anteriore glenoideo-Bankart- e posteriore omerale-remplissage - è attualmente di inferiore al 8 % a 8 anni . L’utilizzo del “riempimento” della incisura omerale di Hill Sachs ha ridotto drasticamente la % di recidiva rispetto casistica precedente di sola riparazione di Bankart anteriore. La percentuale di recidiva dell’intervento “a cielo aperto” di Latarjet è di circa 4% ma con complicanze in percentuale maggiore variabili dal 7 al 15%