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Artroscopia di spalla, come si posiziona il tutore dopo l’intervento?

artroscopia spalla tutore post intervento

Dopo un intervento ricostruttivo  in artroscopia o a cielo aperto alla spalla, viene sempre prescritto l’utilizzo di un tutore. A cosa serve e come lo deve utilizzare il paziente? Risponde il dottor Paolo Baudi, specialista in ortopedia e traumatologia.

 

Obiettivo del tutore, applicato in sala operatoria dopo l’intervento artroscopico di spalla, è stabilizzare l’arto durante il periodo post-operatorio e impedire movimenti sbagliati che possano compromettere il recupero della mobilità della spalla. Per posizionare il tutore, si colloca l’avambraccio all’interno della sacca, sostenuta da due cinghie che servono a reggere il peso dell’arto. Il braccio deve essere in linea col torace con la mano che punta avanti (rotazione neutra) e non appoggiata sull’addome (intrarotazione). Per vestirsi o svestirsi, il paziente deve sganciare la cinghia superiore e, con l’aiuto di un’altra persona che sostiene il braccio operato, si toglie il tutore. Per ricollocare il tutore, prima si infila il braccio nella sacca, poi la si chiude e, infine, si fissa nuovamente. È importante che il paziente ricordi di sistemare la fascia imbottita controlaterale in modo da evitare abrasioni causate dalle cinghie. L’uso del tutore a 15 gradi di abduzione in rotazione neutra impedisce di mantenere l’arto in posizioni scorrette sia per cicatrizzazione dei tessuti sia per ridurre rigidità post operatorie, protegge da movimenti incontrollati durante il sonno, e protegge da urti involontari fuori casa (per esempio sui mezzi di trasporto). Può essere rimosso per vestirsi, svestirsi, allacciarsi gli stessi, scrivere al computer, sfogliare un giornale ed eseguire cauti movimenti assistiti, se consentiti dal chirurgo.