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Check up della spalla

Le rotture della cuffia dei rotatori, l'instabilità, la capsulite, le protesi di spalla discusse dal Dott.Verdano.

Dolore da instabilità di spalla

L'articolazione della spalla è tra le più mobili del corpo umano consentendo ampie escursioni articolari nello spazio e questo è consentito dalla testa omerale sferica che si articola con una piccola e piatta glena scapolare e da un ampia ed elastica capsula articolare.

Naturalmente questi ampi movimenti devono avvenire nella massima stabilità per cui la natura ha sviluppato dei sistemi di stabilizzazione.

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Evaluation of glenoid bone loss.

In recent years, we have witnessed increased interest in bony lesion of the glenoid rim as acute factor (bony Bankart) and as a chronic bone defect in instability. This interest derives from three main clinical and statistical finding: a significant incidence of bony Bankart lesion after a first dislocation, a high percentage of glenoid bone defects in chronic instability, and, finally, a close relationship between bone defect and incidence of recurrence after arthroscopic stabilization.

We are in fact agree on determining glenoid bone defect that exeeds 15 - 20% as the main contraindication to arthroscopic stabilization.

Despite the importance of determining, localizing and measuring the glenoid bone lesion, at present, the literature does not report simple and accurate methods capable of providing such important data when it comes to choosing between arthroscopy or open surgery with bone graft.

It is the purpose of our study to describe a simple and accurate CT method in determining and calculating glenoid bone defect in term of an area (expressed in mm 2) or in term of surface percentage.

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Il deficit osseo glenoideo: come identificarlo e quantificarlo con studio TC dedicato

Negli ultimi anni si è reso evidente un'interesse crescente riguardo le lesioni ossee della rima glenoidea, sia come fratture acute (Bony-Bankart) che come difetto osseo cronico nella instabilità (bone loss). Questo fatto deriva da tre principali rilevazioni clinico-statistiche: una significativa incidenza di Bony-Bankart dopo prima lussazione, una elevata percentuale di difetti ossei glenoidei nelle instabilità croniche e infine dalla stretta relazione tra difetto osseo e percentuale di recidiva dopo intervento di stabilizzazione artroscopico.

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Indicazioni post-operatorie per pazienti operati per instabilità di spalla

Tutore ortopedico tipo should-top per 30 gg con arto in posizione neutra

Visita fisiatrica urgente presso usl o contattare centro riabilitativo di fiducia

Cauta mobilizzazione attiva auto gestita dal paziente in abduzione fino a 45° e in intrarotazione per i primi 20 gg

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Instabilità atraumatica della gleno omerale (MDI)

La stabilità articolare della spalla è il risultato dell'interazione di numerosi fattori. Fra questi possiamo considerare degli elementi strutturali statici, come il cercine glenoideo, i legamenti gleno omerali, l'intervallo dei rotatori ed il legamento coraco-omerale, la capsula articolare, la versione glenoidea e la morfologia della glenoide, il liquido e la negatività della pressione intrarticolare (adaesion-coesion) e degli elementi dinamici rappresentati principalmente dai muscoli scapolo omerali (in particolare la cuffia dei rotatori) e dai muscoli scapolo toracici (ritmo scapolo omerale).

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Instabilità di spalla: Valutazione TC con il metodo “PICO” del deficit osseo glenoideo

La valutazione delle lesioni ossee della rima glenoidea, come difetto osseo cronico (bone loss), ha assunto negli ultimi anni un'importanza crescente.

Infatti diversi studi hanno messo in evidenza come un'elevata percentuale di pazienti con instabilità di spalla cronica presentino difetti ossei glenoidei e come tali difetti ossei siano la causa del fallimento del trattamento di stabilizzazione artroscopica delle instabilità (1-3).
Il principale obiettivo nello studio delle lesioni ossee della rima glenoidea è valutare il grado di difetto osseo e definirne la severità oltre una certa percentuale di perdita della superficie globale della glena; in questo caso l'intervento di trasposizione coracoidea a cielo aperto è preferito al trattamento artroscopico del complesso capsulo-labiale (1,3,4).

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