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Area chirurgica

Acromionplastica

Il percorso che ha portato all’esecuzione di acromionplastica selettiva artroscopica, o meglio “decompressione sub acromiale”, inizia verso la fine degli anni ’30 con la descrizione di acromiectomia completa (Watson-Jones ’39; Armstrong ’49 e Hammond ’42), radicale (Smith-Petersen),e laterale (Mc Laughlin). Proposta pure una osteotomia di abbassamento della glenoide (Stamm ’62). Si inizia poi a parlare tra il ’60 e il ’70 della S. del legamento coraco acromiale (C.-A.) (Bateman; Pujadas) per giungere quindi a Neer nel ’72, che evidenzia la responsabilità dell’1/3 anteriore dell’acromion, del legamento C.-A. e dell’articolazione acromion claveare nella sindrome da conflitto sub-acromiale, il quale trattamento era l’acromionplastica anteriore. Neer riporta a tal riguardo una revisione casistica (on the disavantage of acomionectomy: Neer C.:J.B.J.S, 1981) di un’elevata percentuale di fallimenti in casi di acromiectomia e nel ’85 pone la definizione di restringimento del defilè del sovraspinoso.

 

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Tendinopatia calcifica

Definizione

figura1.jpgChi è responsabile della deposizione di calcio nel tendine?

Vescicole della matrice

Fanno parte della famiglia delle vescicole sinaptiche, dei lisosomi...
Sono il sistema di trasporto intra ed extracellulare.
In particolare le vescicole della matrice sono state scoperte da Anderson e Bonucci nel 1967 e sono specializzate nell’iniziare la fisiologica mineralizzazione della matrice extracellulare in diversi tessuti (dentina, osso etc.). Durante la apoptosi cellulare si rendono disponibili una maggiore quantità di ioni fosfato e ioni calcio a livello della membrana plasmatica che vengono trasportati dalle vescicole assieme ad una proteina (annexina) nella matrice extracellulare attivandone la mineralizzazione.

"Gohr CM. Connect Tissue Reserch 2007 Calcific Tendonitis: a model
Kirsch T. Critic Rev Eukariot 2008"

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Instabilità atraumatica della gleno omerale (MDI)

La stabilità articolare della spalla è il risultato dell'interazione di numerosi fattori. Fra questi possiamo considerare degli elementi strutturali statici, come il cercine glenoideo, i legamenti gleno omerali, l'intervallo dei rotatori ed il legamento coraco-omerale, la capsula articolare, la versione glenoidea e la morfologia della glenoide, il liquido e la negatività della pressione intrarticolare (adaesion-coesion) e degli elementi dinamici rappresentati principalmente dai muscoli scapolo omerali (in particolare la cuffia dei rotatori) e dai muscoli scapolo toracici (ritmo scapolo omerale).

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Artroscopia della spalla: tecnica di base

Per eseguire una attività di chirurgia artroscopica di spalla è necessario che tutto il team chirurgico sia istruito in maniera adeguata... e che alle prime difficoltà non molli!

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Artroscopia nella traumatologia gleno-omerale

Il ruolo dell'artroscopia nel trattamento delle fratture dell'articolazione gleno-omerale non e' stato ancora chiarito ne' standardizzato. Anche la letteratura al momento non e' d'aiuto per la scarsita' di lavori e di case report. A favore dell'utilizzo dell'artroscopia nella traumatologia gleno-omerale vi possono essere le motivazioni comuni ad altre articolazioni: diagnosi e possibile trattamento delle lesioni dei tessuti molli associate alla frattura, lavaggio articolare dell'emartro, conservazione della capsula articolare. Nella spalla vi sarebbe inoltre il vantaggio di non eseguire il distacco del sottoscapolare in caso di fratture articolari e di non violare lo spazio sub-acromiale e omero-deltoideo nelle fratture della testa omerale.

I dubbi riguardano i costi eccessivi, i tempi operatori, la difficolta' ad attuare l'eventuale passaggio artroscopica-cielo apertoin caso di difficolta', l'effettiva capacita' di eseguire una sintesi stabile in artroscopia e infine che queste procedure siano riproducibili al di la' del singolo caso.

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Le rotture massive della cuffia dei rotatori

Se oggi il trattamento dell'instabilità della spalla prevede ancora ampi spazi ed indicazioni per la chirurgia "aperta", non si può dire altrettanto per quanto riguarda la patologia della cuffia dei rotatori.

Tale considerazione viene ancor più enfatizzata nel fatto che, quasi un paradosso, più una lesione è ampia e più vi è indicazione al trattamento artroscopico.

Infatti nelle lesioni a due o più tendini (massive), antero superiori, postero superiori e globali, l'artroscopia permette la gestione a 360°senza violare il deltoide, l'arco coraco acromiale e soprattutto di potere mobilizzare selettivamente la cuffia e suturare i vari tendini sia posteriormente che anteriormente.

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Lesioni parziali di cuffia

L'artroscopia ha migliorato la nostra capacità di diagnosi e trattamento della patologia di cuffia in particolare delle lesioni parziali di cuffia. 

La definizione corretta di lesione parziale di cuffia presuppone l'assenza di comunicazione tra spazio articolare e sub-acromiale e la localizzazione a tre livelli: bursale, articolare e intratendineo.

L'incidenza di queste lesioni è difficile da quantificare sia per la possibilità di essere asintomatiche sia per l'evolutività verso la lesione completa: Codman nel 1934 aveva individuato tra quattrocento spalle dolorose circa cento lesioni parziali e Fukuda su duecentoquarantanove cadaveri osservò il 7% di lesioni complete e il 13% di lesioni parziali in prevalenza articolari e intratendinee(1,2).

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Acromion-claveale distale

Acromion Claveare è una diartrosi costituita dall’1/3 laterale della clavicola e dal margine mediale dell’Acromion. Inizialmente fino ai 17 anni le superfici sono rivestite da cartilagine jalina che viene poi sostituita trasformandosi in una fibrocartilagine.

Le dimensioni medie nell’adulto sono di 9x19 mm. anche se vi sonno notevoli variazioni delle superfici come riportato da alcuni Autori (1). Ad esempio se si considera l’inclinazione verticale dell’articolazione, questa può essere molto verticale o presentare un’inclinazione dal basso verso l’alto con la clavicola che sovrasta l’acromion anche fino a 50°(50% dei casi). Il tipo verticale è stato messo in relazione con la maggior predisposizione, dopo un trauma, a produrre disturbi.

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